Non aggiornerò il blog almeno fino a settembre

Il perchè ve lo dico usando un linguaggio in codice da veri iniziati: fuck Aldo. E stazionare davanti a un pc non migliora certo le cose, perciò meno ci sto e meglio mi sento. Ci si rilegge all’approssimarsi dell’autunno, la stagione in cui le ragazzine dell’istituto tecnico commerciale che si trova vicino a casa mia ricominciano le lezioni, e per andare a scuola indossano ancora i vestiti estivi, corti e leggeri, e il sabato mattina le incrocio mentre porto il cane a fare i bisogni, e tutto questo mi mette addosso una strana vitalità che di certo mi sarà d’aiuto per riprendere a bloggare con entusiasmo.

Le donne sono vanitose, gli uomini invece

Se qualcuno stesse chiedendosi (come no) perchè, nel mio piccolo, lancio iniziative che poi non porto a termine, come quella del rimpiazzo della mia foto sul blog, sappia che è tutto sospeso fino a che non avrò perso altri due chili.

E già che ci siamo: qualche giorno fa ho notato che sulla schiena, poco sopra le natiche, mi sono spuntati alcuni peletti neri. Niente di che, davvero poca roba. Però mi ha dato da pensare. Credete possa essere il preludio al rimboschimento totale della schiena, come se ne vedono su certi brutti figuri di mezza età? E, nel caso, qualcuno di voi sarebbe così gentile da SPARARMI IN TESTA adesso che sono ancora in tempo, per favore? Che da solo non credo di averne il fegato.

VaffanCuil

No, ma scherzi, ti giuro che vorrei anch’io esprimere un parere obiettivo e circostanziato su Cuil, il nuovo motore di ricerca sviluppato da alcuni cervelloni fuoriusciti da Google. Solo che non ne ho le competenze. Perciò mi limito a constatare quanto segue: se cerchi “la finestra sul porcile” con Google, il primo risultato sarà (naturalmente) questo blog; se fai lo stesso con Cuil non troverai il mio blog per pagine e pagine (non so di preciso quante, dopo un po’ ci ho rinunciato). E la cosa peggiore è che nella prima pagina si trovano invece il romanzo e l’altro blog omonimi. Quindi, in definitiva, credo di poter dire che Cuil non sia poi ’sta gran cosa, e mi è pure antipatico. Lo si chiuda e non se ne parli più.

Update pomeridiano. A volte basta chiedere. In effetti adesso il mio blog è perfettamente indicizzato, e viene restituito come primo risultato. Non so se essere più contento perchè giustizia è stata fatta, o più contrariato perchè il post di oggi mi è scaduto prima del tramonto.

Un altro che ha capito tutto

“Più col popolo, meno in tv.”

Chissà dove crede che stia, il “popolo”. Chissà come crede di incontrarlo.

Ci facciamo sempre riconoscere /6

Se pensate che i vostri amministratori locali siano dei tipi originali significa che siete dei provinciali, che non avete mai messo il naso fuori dal cortile di casa. Venite da me. Venite, venite, che vi offro pure un tamarindo.

La nostra amministrazione comunale ha deciso di posizionare, in alcuni punti strategici della città, i cosiddetti totem, delle colonnine che immagino vagamente antropomorfe, sormonate da uno schermo dal quale il faccione del sindaco (il politico del sorriso; l’uomo capace di moti d’affetto che vanno oltre la semplice comunella politica) interagisce col cittadino. Il tutto dovrebbe servire, se ben ho capito, per tastare il polso alla gente, per raccogliere e organizzare in modo coerente tutto quel coacervo di idee, desideri ed esigenze della cittadinanza che resteranno lettera morta nei prossimi anni. I totem affiancheranno alcuni precari sottopagati (o, per quanto ne so, magari addirittura volontari: mai mettere limiti alla provvidenza; e comunque che storia, invece che assumere più gente hanno avuto la pensata dei totem: praticamente come un licenziamento tecnologico, ma ancora prima dell’assunzione) reclutati per svolgere la stessa mansione, che prevedo diventeranno ben presto amati dalla gente più o meno quanto gli ausiliari della sosta. Seguirà reportage (se becco un totem; se invece arriva il ragazzetto ad intervistarmi credo che mi darò alla fuga).

Beee-ne-det-to! (Tu-tum tu-tum tum!)

In agosto le strade mie e del Papa si incroceranno, nel senso che entrambi andremo in vacanza negli stessi luoghi. Ma qui le similitudini finiscono, per il resto si tratterà di ferie profondamente diverse: ad esempio, le mie saranno le più classiche vacanze con la fidanzata, lui invece le passerà con padre Georg. Tutta un’altra cosa, insomma. In ogni caso, avevo deciso di prendere l’occasione al volo e di partecipare all’Angelus domenicale, magari riscoprendomi papaboy, vallo a sapere. Avevo pensato anche ad un paio di striscioni da esporre in piazza, tipo “Mentre il Papa parla di pace e preghiera, da qualche parte nel mondo un prete si sta appartando in macchina con un bambino”, o “ACLI gialle limone”, ma il primo veniva troppo lungo, e il secondo non l’avrebbe capito nessuno. Comunque alla fine è andato tutto a monte, vanificato dalla burocrazia clericale. Funziona così: devi prenotare il biglietto entro il 30 giugno, andare a ritirarlo in giorni e luoghi predeterminati (chiese parrocchiali o uffici della zona, e comunque non oltre il 20 luglio), e a quel punto puoi presentarti, tipo il 10 agosto, tipo a Bressanone, e abbeverarti alla fonte di vita eterna. In pratica se non sei crucco, se non hai un referente in loco, o se non hai un mese di ferie, puoi scordarti di vedere il Papa. Fesso io a credere che fosse sufficiente la mia incrollabile fede. Elena ha anche provato a mandare al vescovo una mail piena di suppliche, spacciando me per poliomielitico o qualcosa del genere, per ottenere una deroga. La risposta (copio e incollo): “Buona sera, abbiamo chiuso le prenotazioni il 30 giugno. Ora è possibile ritirare i biglietti fino il giorno 20. Thomas Stürz”. Come dire che “cazzi vostri” era troppo diretto e troppo secolarizzato.

La Cina fa davvero così paura?

Ieri mattina, poco prima di mezzogiorno, c’erano due cinesi, un uomo e una donna, che pulivano una delle vetrine del loro ristorante. Erano entrambi concentrati su di una piccola area del vetro, poco più di un puntino, evidentemente sede dello sporco impossibile. (Questa è l’efficienza cinese: individuare il problema, circoscriverlo, intervenire in forze per correggerlo.) Lei spruzzava il detersivo sul vetro, lui passava lo straccio. (Anche questa è efficienza cinese: specializzazione delle mansioni, valorizzazione delle competenze, cooperazione e sinergia. Forse forse è addirittura un colpo di coda del comunismo. O forse no. Non chiedetelo a me, non sono pratico. Magari è solo fordismo, catena di montaggio, quelle robe lì.) Sono andati avanti per un bel po’, lavorando sulle due facciate opposte della vetrina, lei dentro il ristorante e lui fuori. (Non so, forse dipende solo dal fatto che entrambi vivono in Italia da molti anni.)

Un’altra idea per far soldi

(Qui la precedente.) Possibile che in mezzo a tutti i remake e ai soggetti non originali di questi anni, nessuno abbia pensato di girare un film tratto da Moby Dick? Mi risulta che il più recente sia un lavoro per la tv del 1998, mentre l’ultimo film per il cinema dovrebbe risalire addirittura al 1956. Con gli effetti speciali di oggi ci andrebbe a nozze. Certo, Moby Dick è un romanzo molto complesso. Ma credo che con un po’ di impegno un buon pool di sceneggiatori sarebbe tranquillamente in grado di ridurlo a “c’è un pazzo che corre dietro a un mostro: minchia, quanti morti!”. E allora sai la fila. Andrei a vederlo pure io.

S’i’ fosse Coco

S’i’ fosse Coco
avrei palpato più Veline
che palloni per le rimesse laterali.
S’i’ fosse Eto’o
guadagnerei 40 milioni
in otto mesi
per correr dietro al pallone
nel campionato dell’Inkulalmondistan. (1)
S’i’ fosse Sheva
mi sarei tolto lo sfizio
di menare per il naso il Nano:
“Vado a Londra per imparare
la lingua di mia moglie”
come no
infatti a Milano
non ci sono corsi d’inglese.
S’i’ fosse M.B., com’i’ sono e fui
ma vaffanculo, va’
che vita di merda.
Sempre la solita solfa.
Come un ciclista che si dopa
o un ex socialista che ruba.

(1) In realtà pare abbia rifiutato. Però s’i’ fosse lui avrei firmato al volo. Quindi vale.

E non la vogliono capire: the series

Qui la prima puntata (e l’ulteriore rinvio all’episodio pilota), qui la seconda.

Egregio blablabla,
a lei che blablabla e ha già letto “Inchiesta su Gesù”, consiglio il Libro degli angeli, di blablabla. Lei imparerà a riconoscere il suo angelo, l’influenza che può avere sulla sua vita, i mezzi più efficaci per comprendere i suoi messaggi… Un libro appassionante che può aiutare a conoscere meglio sé stessi. Blablabla.
Ho terminato le parole, non mi viene nemmeno una battuta allegra per chiudere il post. Allego la scansione della cartolina d’ordine, altrimenti non ci si crede.